Il contagio imitativo della legalità e il contributo di Gabriel Tarde alla Sociologia del diritto

Jean Gabriel Tarde, magistrato di professione, è stato un insigne criminologo, sociologo e filosofo francese. Nato il 12 marzo 1843 a Sarlat, in Dordogna, da una famiglia della borghesia cittadina, il suo nome è inaspettatamente trascurato dalla sociologia contemporanea benché durante la sua esistenza abbia avuto una notevole fama all’interno degli ambienti accademici e letterari francesi. Lasciata la professione di magistrato nel 1894, è a partire dal 1896 che egli comincia la sua carriera accademica con un corso all’École Libre de Sciences Politiques di Parigi e con un ciclo di conferenze presso il Collège Libre des Sciences Sociales, prima di essere chiamato, nel 1900, al Collège de France, per ricoprire la cattedra di Filosofia moderna. Ad onore del vero, è grazie alla pubblicazione nel 1890 delle Leggi dell’imitazione che Tarde esce dall’anonimato, un’opera che – nel rileggerla oggi – pone diversi interrogativi: sul ruolo dell’imitazione nell’apprendimento della devianza sociale, sul come si acquisiscono comportamenti che deviano dal rispetto dell’ordine morale o dell’ordine legale che la società mette a disposizione, su quali siano le basi delle azioni repressive ed educative e delle politiche contro la devianza. E su quale sia stato il contributo di Gabriel Tarde su questi aspetti.
Presente nella rivista N: 3/2017 – Anno XXIX – Luglio/Settembre

Autore:  Diego Forestieri

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